Pavimenti & Rivestimenti.


Il piastrellato dello scantinato si è sollevato e sto provvedendo all'eliminazione della ceramica. Come faccio a togliere la vecchia colla (mi sembra di tipo vinilico, la casa ha più di 35 anni) dato che uso tale piano come garage, lavanderia e per lavorazioni hobbistiche di meccanica (tornitura, saldatura, ecc.) che tipo di materiale potrei usare a livello di collante e piastrelle dimensioni e qualità?

Per poter eliminare la vecchia colla si potrebbe utilizzare un prodotto della ditta Mapei S.p.a. denominato "Pulicol", applicare tale prodotto sulla superficie interessata poi accuratamente lavare con acqua, soda e infine risciacquare. Per l'incollaggio della nuova pavimentazione un altro prodotto della medesima ditta "Keraflex Maxi" adesivo a base cementizia per spessori da 3 a 15 mm, alta adesione, buona deformabilità e scivolamento nullo, si consigliano piastrelle di tipo Gres Porcellanato tutto impasto 35x35 o 40x40 adatto alla tipologia d'ambiente. Infine la pavimentazione dovrà essere opportunamente trattata con un prodotto antimacchia per poter garantire una migliore pulibilità e resistenza allo sporco causato dai suoi hobby.


Vorrei sapere quale sia la tecnica migliore per posare un pavimento in gres porcellanato 40x40: con il sistema detto “sabbione” oppure posarlo a colla ed usare colle della mapei/keraflex. Vorrei sapere inoltre quali sono i pregi e difetti dei due metodi di posa in opera.

La tecnica migliore consiste nel posare il gres usando un tipo di colla elastica. Nel caso specifico una colla tipo Keraflex della ditta Mapei assicura un’ottima presa sia su massetto tradizionale che su pavimento preesistente. La posa con il sistema detto “sabbione” o “fresco su fresco” è un sistema andato in disuso al favore dei collanti, e comunque è adatto solo per posa di monocottura.

Sopra il mio appartamento ho un terrazzo ed ho avuto gravi infiltrazioni d'acqua, l'impresa costruttrice ha smantellato la terrazza ed ha messo due nuovi strati di guaina da 4mm sopra la guaina preesistente. Ora si pone il problema del massetto, la mia terrazza è di 130 metri quadri, quale sarebbe il modo più corretto di mettere il massetto? Alcuni mi dicono che occorrono dei giunti per evitare future crepe nel massetto, altri mi dicono che questi giunti farebbero si che l'acqua penetri ancora di più. Il costruttore vuole mettere a copertura della terrazza delle mattonelle in cemento e fare il massetto sottostante di 1 o 2 cm. Io so che un massetto deve essere almeno di 3,5 cm, a cosa si va incontro nel fare un massetto troppo sottile?

Per essere sicuri, in ogni massetto, dovrebbe essere inserito un giunto di dilatazione a circa 4 o 5 metri di distanza sia in un senso che nell'altro in modo tale da creare dei quadrati di 4x4 o 5x5 metri racchiusi da giunti dilatativi che servono per assorbire le dilatazioni dovute agli sbalzi termici. Anche lo stesso pavimento dovrebbe essere posato con la fuga e con i giunti di dilatazione come il sottofondo. Per quello che riguarda le infiltrazioni, non è il massetto che deve essere in grado di fermarle ma la guaina sottostante. Un massetto tradizionale di sabbia e cemento di 1 - 2 cm non è consigliabile in quanto rischierebbe di rompersi dopo i primi utilizzi. Se per "mattonelle in cemento" si intendono le piastre in ghiaia lavata sarebbe meglio posarle sopra appositi piedini in plastica (pavimenti galleggianti) lasciando la possibilità all'acqua di poter passare tra le piastre e defluire da sotto le stesse sopra la guaina.

Ho acquistato un appartamento il cui pavimento presenta parecchie crepe che tagliano diverse piastrelle in ingresso, soggiorno e cucina. Era mia intenzione incollare sul pavimento esistente un altro pavimento di piastrelle 30x30 ma i rivenditori che ho contattato sostengono che probabilmente le nuove piastrelle potrebbero rompersi a loro volta, suggerendo quindi di passare al parquet in quanto più elastico e con la possibilità di assorbire ulteriori assestamenti della struttura. Non volendo mettere il parquet dappertutto, vorrei sapere se esistono collanti per piastrelle che comportandosi da cuscinetto possano compensare gli eventuali nuovi microspostamenti senza quindi rompere le piastrelle nuove.

Per una risposta sicura si dovrebbe effettuare un sopralluogo in cantiere, in mancanza ci possiamo limitare a dare solamente un’indicazione generica: Per prima cosa bisognerebbe assicurarsi se sono ancora in atto piccoli assestamenti o se l’immobile si sia già assestato e non si muova più. Se così fosse si potrebbe procedere senza problemi con la posa del pavimento nuovo con colla specifica per incollare pavimenti uno sopra l’altro, tipo “Keraflex” Mapei ma presente in catalogo di diversi produttori. Se fossero ancora in atto piccoli spostamenti potrebbe essere necessario eseguire una rasatura con un prodotto tipo “Mapelastic” in modo tale da poter assorbire i futuri movimenti dell’immobile e incollare il nuovo pavimento usando un additivo che renda elastico il collante. Un' altra soluzione, decisamente più radicale, potrebbe essere quella di eliminare tutto il vecchio massetto e rifarlo con prodotti premiscelati in commercio, leggeri e elastici.

Vorrei sapere se è vero che la fuga stretta tra le piastrelle del pavimento comporta, nel caso di rottura di una, il distacco di molte altre per la sostituzione di questa. Vi chiedo questo perché la fuga larga non mi piace esteticamente. Inoltre Vi chiedo se si può scegliere una fuga larga limitata al minimo di 3 mm o la larghezza è standard? Usando una fuga di 3 mm esiste un collante che non diventi nero con il passare del tempo e che possa essere lavato facilmente onde evitare un forte risalto? Approfitto per chiedervi a cosa possa essere dovuto il distacco delle piastrelle poste dietro il mobile di cucina in corrispondenza del frigorifero, potrebbe essere stato il caldo prodotto dal radiatore o un cattivo collante?

La fuga sottile complica la sostituzione di una o più piastrelle: non è detto che usando molta attenzione non si riesca ad asportarne una senza creare danno a quelle vicine; I distanziatori usati per creare le fughe partono ad 2 mm fino a 10 mm, ma pensiamo che 3 mm siano abbastanza larghi per agevolare un'eventuale sostituzione di piastrelle e non troppo grossi da risultare troppo sgradevoli. Quello che più conta è che la fuga serve soprattutto per assorbire le dilatazioni del pavimento ed evitare eventuali distacchi delle piastrelle, per questo la fuga di almeno 3 mm andrebbe sempre fatta. Le fughe vanno stuccate usando appositi materiali: lo stucco si sporca con il tempo, ma si lava facilmente con appositi acidi non troppo aggressivi; più le fughe sono larghe meglio si lavano. Per quanto concerne il distacco delle piastrelle è più probabile sia dovuto alla colla non adatta o di bassa qualità o ad una posa non corretta che al calore prodotto dal radiatore del frigorifero.

Dovrei ripavimentare un appartamento di circa 120 mq, il pavimento attuale è in mattonelle di cemento 40x40 pressoché senza fughe ed esternamente stabile, prevedo perciò che la rimozione sia piuttosto laboriosa e costosa. Avrei quindi previsto l'incollaggio di un nuovo pavimento con gres porcellanato di c.a. 12 mm. di spessore, il dubbio che ho è quello di sovraccaricare oltre il dovuto il solaio in considerazione soprattutto del peso del pavimento esistente, cosa mi consiglia? P.S. la luce dei solai è di circa 6 metri.

Prendendo in considerazione il pavimento con cui vorrebbe ricoprire quello già esistente e la colla che le servirebbe per poter fissare il tutto, si verrebbe a creare un sovraccarico di circa 25 kg/mq. Bisognerebbe perciò sapere se il solaio esistente è già da parecchio in opera ed eventualmente di che tipo di solaio si tratta per poter sopportare un peso simile.

Gradirei sapere se è possibile e se esistono prodotti specifici per ripristinare le fughe di un pavimento, attualmente degradate (presentano crepe ed il colore non è uniforme)

Il problema andrebbe analizzato sul posto: se le fughe del suo pavimento fossero visibilmente degradate, bisognerebbe asportarle completamente e poi passare al rifacimento delle medesime. Se invece le fughe fossero lievemente danneggiate e presentassero solamente una stonalizzazione, esiste un prodotto apposito che andrebbe applicato sopra la fuga con il pennello per ridare tono al colore.

Vorrei eliminare un muro per unire cucina e salotto. Dal momento che i pavimenti sono molto diversi e che verrebbe conglobata anche una parte del corridoio, vorrei rifare il pavimento posandolo sopra a quello preesistente. Quali sono le migliori soluzioni disponibili per evitare degli scalini, visto che non intendo pavimentare tutta la casa?

Abbiamo sottoposto il suo problema ad un nostro geometra addetto alle ceramiche: farebbero al caso suo degli scivoli di ottone, che vengono normalmente venduti in barre da tagliare a misura, in modo tale da poter "addolcire" lo scalino che si verrebbe a formare tra il vecchio pavimento e quello nuovo.

Dovendo rimuovere la fuga dal pavimento in gres porcellanato levigato nel formato 40x40, non riesco a trovare un utensile o prodotto che mi permetta di eseguire il lavoro rapidamente e con il minimo sforzo, senza per questo rischiare di danneggiare il pavimento. N.B. per la fuga è stato utilizzato uno stucco colorato per fughe ed il pavimento è stato montato con distanziatori da mm 2 (quindi la fuga misura mm 4). Chiedo consiglio perchè tutti mi dicono che non esiste nessun utensile in merito.

Dopo aver contattato anche il rappresentante della nostra ditta fornitrice di stucchi colorati, siamo spiacenti di comunicarle che l'utensile da lei richiesto non risulta essere reperibile in commercio: se la sua intenzione fosse quella di rimuovere solo la fuga, non le resta che "costruirsi" l'attrezzo artigianalmente. Se il problema dovesse essere il colore della fuga, esistono appositi prodotti che possono ricolorarla.

Ho una terrazza all'aperto con il pavimento di klinker nel formato cm. 24x24. Per riempire le fughe è stato usato del cemento che, a causa dell'erosione provocata dagli agenti atmosferici, non è più uniforme. Vorrei ripristinarla. Potete indicarmi quale prodotto è più indicato?

Per rifare la stuccatura delle fughe della terrazza consigliamo di procedere nel seguente modo:
1. rimuovere dalle fughe le parti di cemento non ben ancorate e la vecchia stuccatura per almeno 3-4mm;
2. eseguire la nuova stuccatura con un prodotto specifico tipo "KERACOLOR" della Mapei, a grana fine se le fughe sono larghe fino a 4mm; per larghezze superiori (da 4 a 15 mm) usare invece la "grana grossa" miscelato con un lattice che ne migliori l'adesione e le caratteristiche fisico-meccaniche. In questo modo si ottengono fughe che resistono indenni agli agenti atmosferici, praticamente impermeabili e di facile pulizia.

Devo eseguire la posa di ceramica su un terrazzo e gradirei conoscere i vostri suggerimenti in merito ai sigillanti da utilizzare per poter avere la massima garanzia contro le infiltrazioni d'acqua.

La problematica che lei ci sottopone è molto diffusa; infatti, errata convinzione di molti operatori del settore, è quella di garantire l'impermeabilità di terrazze e balconi mediante la sigillatura delle fughe con idonei sigillanti.
Questo errato concetto parte del presupposto che, considerando la piastrella come elemento impermeabile, qualora sussista la possibilità di avere un riempitivo della stessa caratteristica, il problema dell'impermeabilizzazione dovrebbe essere automaticamente risolto.
Attualmente sono disponibili in effetti dei sigillanti che, allo stato indurito, si dimostrano perfettamente impermeabili, essendo a base di resine epossidiche, eppure nemmeno queste sigillature possono garantire la totale impermeabilità del terrazzo.
La ragione tecnica per cui è necessario posare a fuga larga consiste nella necessità di permettere alle piastrelle ceramiche di dilatarsi, a seguito di escursioni termiche, e di essere sottoposte a piccoli movimenti dovuti a deformazioni del supporto, senza creare fenomeni di compressione nel rivestimento posato. Sulla base di quanto detto, è possibile che, a prescindere dal materiale utilizzato nella sigillatura delle fughe, si origino delle microfessurazioni che certamente facilitano le infiltrazioni di acqua.
Per poter essere certi della impermeabilità del balcone o del terrazzo è necessario porre in opera un idoneo manto impermeabile sul quale procedere poi alla posa delle piastrelle. In commercio esistono delle malte cementizie elastiche e impermeabili, che, applicate su sottofondi cementiti o su pavimentazioni ceramiche già esistenti, creano uno strato impermeabile ed elastico adatto a ricevere una pavimentazione in ceramica.
La rasatura deve essere risvoltata lungo le pareti perimetrali in modo da creare un catino impermeabile. Ad asciugamento avvenuto è possibile eseguire la posa della pavimentazione.


Dovendo posare del gres porcellanato su di un pavimento in marmette di cemento 25x25, desidero conoscere il tipo di collante da utilizzare.

Le consigliamo di operare nel modo seguente:
- Verificare che le marmette esistenti siano ben ancorate al sottofondo. Le marmette precariamente attaccate devono essere rimosse e rincollate al sottofondo con un sistema adesivo a presa rapida per la posa di ceramica;
- sgrassare il pavimento esistente con acqua e soda caustica e risciacquare a fondo;
- eventualmente sgrossare la superficie con la macchina idonea;
- posare a fuga larga le piastrelle in gres porcellanato e il battiscopa utilizzando lo stesso collante a presa rapida ;
- stuccare le fughe con stucco ceramico e prevedere giunti di dilatazione ogni 16/20 m2.


Il pavimento in monocottura da 30x30 cm è "saltato" in più stanze. Gli esperti che ho interpellato hanno addotto motivi di varia natura, anche contraddittori tra loro. Preciso che è stato usato un sistema di posa tradizionale (sabbia, cemento e spolvero). Ora vorrei pavimentare l'appartamento senza rifare il sottofondo e usare un materiale che abbia lo stesso spessore della monocottura. Come ottenere un lavoro stabile e duraturo?

Nel ripristino è da escludere la sovrapposizione di un altro pavimento perché il vecchio supporto non è affidabile. Le consigliamo di procedere come segue:
1. rimuovere la pavimentazione esistente fino a recuperare almeno 5 cm di massetto (escluso lo spessore della piastrella);
2. stendere un foglio di polietilene su tutta la superficie e prevedere delle strisce di polistirolo con spessore 5 mm lungo il perimetro della pavimentazione e lungo i punti di vincolo (pilastri, gradini, ecc.);
3. eseguire il nuovo massetto a base di cemento dosato a 280/300 Kg ogni metro cubo di inerti di granulometria assortita da 0 a 8 mm;
4. durante il getto prevedere dei tagli di ritiro in prossimità delle soglie. Il massetto deve stagionare per almeno 28 giorni prima di procedere alla posa. Diversamente si può usare un massetto a "presa rapida" disponibile già pronto, che permette di realizzare la pavimentazione dopo 24 ore dal getto;
5. a stagionatura avvenuta, posare le piastrelle con una cola cementizia additivata per renderla più elastica
6. posare a fuga larga rispettando i tagli eseguiti nel massetto e i giunti perimetrali in polistirolo;
7. stuccare le fughe con stucco ceramico.




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