Scegliere l’intonaco giusto non è un dettaglio secondario. È una decisione che incide sulla durata delle pareti, sulla salubrità degli ambienti e sulla qualità finale della finitura.
Quando si ristruttura casa, è normale concentrarsi su ciò che si vede: pavimenti, rivestimenti, colore delle pareti. L’intonaco resta spesso sullo sfondo, anche se è la base di tutto.
Spetta infatti a imprese e professionisti conoscere materiali e cicli di applicazione, sapere che esistono diversi tipi di intonaco, ognuno pensato per situazioni specifiche: ambienti umidi, facciate esposte alla pioggia, pareti soggette a muffa o semplicemente interni asciutti.
Avere però un’infarinatura sull’argomento aiuta. Permette di fare domande più consapevoli, capire le proposte che arrivano in fase di preventivo e valutare meglio le soluzioni suggerite. In questo articolo vediamo in modo semplice e concreto come scegliere l’intonaco giusto per interni, esterni e ambienti umidi, così da affrontare i lavori con maggiore tranquillità e consapevolezza.
INDICE DEI CONTENUTI:
Quali tipi di intonaco esistono e a cosa servono
Intonaco per interni asciutti: quando basta quello tradizionale
Intonaco per ambienti umidi: bagno, cucina, cantina
Intonaco per esterni: resistenza a pioggia e sbalzi termici
Intonaco termoisolante: quando ha senso utilizzarlo
Come scegliere in modo corretto: checklist pratica
Quando si parla di intonaco, spesso si pensa a un unico materiale. In realtà gli intonaci possono essere classificati in modi diversi, a seconda della loro composizione, della funzione che devono svolgere e del contesto in cui vengono applicati.
Un primo criterio di classificazione è il tipo di legante, cioè il materiale che “tiene insieme” l’impasto:
Un secondo criterio riguarda la funzione prestazionale, cioè ciò che l’intonaco deve garantire oltre a rivestire la parete:
Gli intonaci si distinguono anche per modalità di preparazione:
C’è poi un aspetto che spesso non si considera: l’intonaco non è un unico strato. In un ciclo corretto possono essere previsti rinzaffo (strato di aggrappo), arriccio (strato di regolarizzazione) e finitura. La scelta del prodotto può cambiare anche in base a quale fase del ciclo si sta realizzando.
Infine, la decisione non dipende solo dal “tipo” di intonaco, ma anche da:
Non esiste quindi un intonaco migliore in assoluto, ma una soluzione più adatta a uno specifico contesto. Nei paragrafi successivi vedremo quali scelte sono più indicate per interni asciutti, ambienti umidi e facciate esterne, così da orientarsi in modo concreto in base alle reali esigenze della casa.
In ambienti come camere, soggiorni o studi, dove non ci sono particolari problemi di umidità, un intonaco civile o premiscelato standard è spesso sufficiente.
Qui contano soprattutto:
Nelle nuove costruzioni o nelle ristrutturazioni complete, molti professionisti preferiscono intonaci premiscelati perché garantiscono qualità costante e tempi più rapidi.
Un aspetto spesso sottovalutato è la compatibilità con la finitura. Se dopo l’intonaco si applica una pittura traspirante o lavabile, è bene scegliere un prodotto coerente con quel ciclo.
Qui la scelta cambia radicalmente.
In ambienti dove si forma condensa, è consigliabile un intonaco traspirante, che aiuti la parete a smaltire il vapore acqueo.
Se invece il problema è più strutturale (ad esempio infiltrazioni o risalita capillare), serve un intonaco deumidificante, capace di favorire l’evaporazione dell’umidità interna al muro.
È importante chiarire un punto:
l’intonaco deumidificante non è una soluzione “miracolosa”. Se la causa dell’umidità non viene risolta, il problema può ripresentarsi.
Nelle abitazioni del Nord Italia, specialmente in Emilia-Romagna e Veneto, cantine e piani terra sono spesso soggetti a umidità di risalita.
In questi casi si utilizzano sistemi macroporosi specifici che permettono all’umidità di evaporare senza danneggiare la finitura.
Una valutazione tecnica preventiva è sempre consigliata. Nelle filiali SILLA, ad esempio, è possibile confrontarsi con personale esperto per capire quale ciclo sia più adatto alla situazione reale.
L’intonaco per esterni deve affrontare condizioni molto più severe rispetto agli interni:
Nelle zone vicino al mare o in aree particolarmente umide, la scelta del prodotto diventa ancora più importante.
Un buon intonaco per esterni deve garantire:
In passato si utilizzavano prevalentemente intonaci a base di calce naturale. Oggi le formulazioni sono più evolute, ma il principio resta lo stesso: proteggere la muratura permettendo comunque alla parete di “respirare”.
Molti si chiedono se l’intonaco possa sostituire un cappotto termico. La risposta è no.
L’intonaco termoisolante può migliorare leggermente il comfort, soprattutto in ristrutturazioni leggere dove non è possibile intervenire con sistemi più invasivi, ma non sostituisce un intervento strutturale di isolamento.
Può essere utile:
Prima di acquistare un intonaco, valuta:
Considera che in territori come Ferrara, Ravenna o Rovigo, l’umidità ambientale è spesso elevata, e questo influisce sulla scelta del prodotto.
E ricorda che confrontarti con un rivenditore specializzato può evitare errori. SILLA, con le sue filiali sul territorio, supporta sia privati sia imprese nella scelta del ciclo completo, dall’intonaco alla finitura finale.
Se stai ristrutturando casa o devi intervenire su pareti interne o facciate esterne, contattaci anche solo per un confronto!