Pareti fredde in inverno? Scopri come isolarle dall’interno con cartongesso e pannelli isolanti, quanto spazio serve e quali errori evitare nei lavori.
Durante l’inverno alcune pareti di casa restano fredde anche con il riscaldamento acceso. Succede con i muri perimetrali poco isolati, nelle stanze esposte a nord e dove ci sono ponti termici.
Quando non si può intervenire sulla facciata, una soluzione è l’isolamento termico dall’interno. Vediamo come si realizza, con quali materiali e cosa controllare prima di iniziare i lavori.
INDICE
Una parete perimetrale separa gli ambienti riscaldati dall’esterno. Se la muratura isola poco, il calore si disperde e la superficie interna scende a temperature molto più basse di quelle dell’aria nella stanza. Succede soprattutto negli edifici costruiti quando i criteri di isolamento erano meno severi, ma può capitare anche in case più recenti.
Le cause più comuni sono quattro: murature poco isolate; ponti termici in corrispondenza di pilastri, travi, solai e angoli; interruzioni dell’isolamento dovute a interventi precedenti; l’esposizione della parete, che pesa soprattutto sul lato nord.
Una parete fredda toglie comfort e, se l’umidità interna è alta, favorisce la condensa sulla superficie.
Conviene quando non si può lavorare sulla facciata: un appartamento in condominio dove non è previsto un intervento generale, un edificio vincolato, oppure una ristrutturazione che riguarda solo una o due stanze. L’intervento si inserisce bene anche in lavori già previsti sulle pareti interne.
Entrambi gli interventi riducono le dispersioni termiche, ma lavorano in modo diverso.
Il cappotto esterno riveste le murature con più continuità, limita molti ponti termici e non toglie spazio alle stanze. Richiede però di intervenire sulle facciate, e vincoli, caratteristiche architettoniche o decisioni condominiali possono impedirlo.
L’isolamento interno si realizza su una sola parte della casa, anche durante la ristrutturazione di singoli ambienti. In cambio chiede più cura nella gestione del vapore e nei raccordi con gli elementi strutturali. Questo tipo di intervente richiede inoltre tre verifiche preliminari:
quanto spazio toglierà il nuovo rivestimento,
quali prese, termosifoni e tubazioni vanno spostati
in che stato è la muratura.
'isolamento interno richiede quindi una verifica preliminare delle caratteristiche della parete. Un intervento eseguito correttamente può migliorare il comfort termico, mentre una stratigrafia inadeguata rischia di creare problemi difficili da individuare una volta completato il rivestimento.
Ci sono due strade: una controparete su struttura, che lascia più libertà di progetto, e pannelli applicati direttamente alla muratura, che occupano meno spazio.
La soluzione più diffusa è la controparete in cartongesso con materiale isolante. È un sistema a secco: davanti alla muratura si monta una struttura metallica, tra i montanti si inserisce l’isolante e le lastre formano la nuova superficie interna.
La stratigrafia, dall’esterno verso l’interno, comprende:
Un altro vantaggio è la possibilità di integrare alcuni passaggi impiantistici, purché la loro disposizione sia compatibile con la struttura e non comprometta la continuità dell'isolamento.
Le lastre possono avere caratteristiche differenti in funzione dell'ambiente: nei locali umidi, ad esempio, si utilizzano prodotti specifici, compatibili con il sistema e con le condizioni di impiego previste.
Un'alternativa alla controparete su struttura è rappresentata dai pannelli isolanti applicati direttamente alla muratura, oppure dalle lastre già accoppiate a uno strato isolante. Questa soluzione viene valutata quando si vuole limitare l'ingombro del rivestimento o quando non è necessario realizzare un'intercapedine per il passaggio degli impianti.
I pannelli vengono fissati alla parete con adesivi o sistemi di ancoraggio idonei, secondo le indicazioni del produttore. Alcune soluzioni prevedono una lastra di cartongesso già abbinata all'isolante, pronta per la successiva stuccatura e finitura.
La posa diretta richiede particolare attenzione alle condizioni del supporto: la muratura deve essere sufficientemente stabile e adatta al sistema di fissaggio. Eventuali irregolarità, distacchi o problemi di umidità devono essere valutati prima dell'applicazione.
Questi sistemi sono interessanti anche nelle ristrutturazioni di stanze di dimensioni contenute, dove ogni centimetro può incidere sulla disposizione degli arredi.

La scelta dipende dalla parete, dalle prestazioni richieste e dal sistema di posa.
È il materiale più usato nelle contropareti, inserito tra i montanti. Oltre al comfort termico migliora l’acustica. Va posata senza vuoti e senza comprimerla oltre quanto previsto dal sistema. Essendo permeabile al vapore, richiede una gestione attenta della stratigrafia, di cui parliamo nella sezione su condensa e muffa.
Rientrano in questa famiglia il polistirene espanso (EPS), il polistirene estruso (XPS) e i pannelli in poliuretano come il PIR. Si trovano in diversi spessori e sono usati nei sistemi a posa diretta. Il comportamento al vapore e la reazione al fuoco cambiano da prodotto a prodotto e vanno controllati sulla scheda tecnica. In genere serve anche un rivestimento protettivo sopra il pannello.
Sughero e fibra di legno si usano con pannelli e sistemi dedicati. Si scelgono per la gestione dell’umidità e per l’origine naturale. Il limite è che, a parità di prestazione termica, spesso richiedono spessori maggiori e posa e finitura specifiche.
Sono lastre in gesso rivestito unite a un pannello isolante, in lana minerale o in materiale sintetico. Permettono di posare isolante e finitura in un solo passaggio. Il limite è la minore libertà di combinare spessori e materiali.
L’ingombro dipende dal sistema e dallo spessore dell’isolante.
Una controparete su struttura metallica, con isolante e lastre, occupa indicativamente 6-13 cm. Il valore sale con più strati di lastre, con un distanziamento dalla muratura o con esigenze impiantistiche particolari.
Con la posa diretta di pannelli o lastre accoppiate si va indicativamente da 3 a 8 cm. Il dato finale deve includere tutti gli strati, adesivi e rasature compresi.
Pochi centimetri incidono sulla disposizione dei mobili, sulla profondità delle nicchie e sui raccordi con porte e finestre, occorre di conseguenza prestare particolare attenzione nelle misurazioni prima di scegliere il sistema.
Il costo dipende innanzitutto dalla superficie e dalla forma della parete: una superficie regolare costa meno di una con nicchie, pilastri e molte aperture. Pesano poi il tipo e lo spessore dell’isolante, il sistema di posa (una controparete su struttura richiede lavorazioni diverse dalle lastre accoppiate), la preparazione del supporto, lo spostamento di impianti, radiatori e battiscopa, le finiture e la manodopera.
Anche i tempi cambiano da caso a caso. In una stanza libera, con pareti regolari, la posa è più rapida. La preparazione del supporto e gli interventi sugli impianti allungano il cantiere, così come l’asciugatura di stucchi e rasature. Per un preventivo affidabile servono tre dati: superficie, stratigrafia prevista e lavorazioni accessorie.
Quando l'aria interna contiene molta umidità, il contatto con una superficie fredda può favorire la formazione di condensa. È una situazione da considerare nelle abitazioni della pianura emiliano-veneta, dove gli inverni possono essere umidi e nebbiosi e il patrimonio edilizio comprende case costruite in epoche molto diverse, con caratteristiche di isolamento differenti.
Un isolamento interno correttamente progettato può aumentare la temperatura della superficie rivolta verso la stanza, contribuendo a ridurre il rischio di condensa superficiale. La presenza di muffa, tuttavia, può avere anche altre cause: infiltrazioni, umidità di risalita, perdite dagli impianti o insufficiente ventilazione dei locali.
Occorre inoltre considerare che l'isolamento interno modifica il comportamento termico della parete esistente: una volta isolata dall’interno, la muratura resta dietro l’isolante e diventa più fredda di prima. Se il vapore dell’ambiente la raggiunge, può condensare dentro la stratigrafia, dove nessuno lo vede. Per questo la barriera o il freno al vapore si sceglie in base agli strati previsti e va posata senza interruzioni, con giunzioni e passaggi degli impianti sigillati.
Per approfondire cause e soluzioni contro l’umidità superficiale, leggi anche:
Come scegliere l’intonaco giusto per interni, esterni e ambienti umidi
Addio umidità in casa: quando usare le pitture traspiranti per interni
I ponti termici sono le zone dove il calore si disperde più facilmente rispetto alle superfici vicine. Si trovano di solito:
L'isolamento dall'interno può migliorare la situazione, ma riduce i ponti termici soltanto in parte, in particolare nei punti in cui la parete esterna incontra solai e pareti divisorie. Questi elementi possono interrompere la continuità dello strato isolante. Per limitare le dispersioni nei punti critici possono essere necessari accorgimenti specifici, da valutare durante la progettazione.
Una particolare attenzione va riservata anche ai serramenti: l'isolamento deve raccordarsi correttamente con spallette, davanzali e controtelai. Se durante la ristrutturazione è prevista anche la sostituzione di finestre o porte-finestre, è utile coordinare i due interventi. Nelle filiali SILLA sono disponibili anche soluzioni per i serramenti, VISITA LA SEZIONE DEDICATA A PORTE E FINESTRE
Dove si può intervenire sulla facciata, il cappotto esterno corregge i ponti termici meglio, perché crea uno strato isolante più continuo.
Il primo è scegliere il materiale solo in base al prezzo: prodotti della stessa categoria possono avere prestazioni e condizioni d’impiego diverse, e prima di comprare conviene verificare che siano adatti alla parete e al sistema previsto.
Il secondo è coprire una parete già umida. Un rivestimento sopra una muratura con infiltrazioni o umidità di risalita nasconde il problema per un po’ e poi si deteriora, quindi la causa va trovata e risolta prima.
Il terzo è trascurare i raccordi con pareti, pavimenti e finestre: una posa con interruzioni lascia zone fredde negli angoli e vicino agli elementi strutturali, e questi punti vanno previsti già nella preparazione del cantiere.
Poi c’è l’uso di materiali non adatti all’ambiente: bagni, lavanderie e locali umidi richiedono lastre, stucchi e finiture pensati per quelle condizioni.
Infine la barriera al vapore posata male. Una membrana nella posizione sbagliata, interrotta o non sigillata compromette il funzionamento della stratigrafia, quindi controlla giunzioni, raccordi e passaggi degli impianti.
Una valutazione tecnica serve quando ci sono macchie o muffa di origine poco chiara, o si sospettano infiltrazioni e umidità di risalita. Serve anche per murature molto esposte agli agenti atmosferici, ambienti molto umidi ed edifici di cui non si conosce la struttura. Se hai dubbi sulla stratigrafia, sulla barriera al vapore o sul rischio di condensa interna, il tecnico verifica la parete e indica le caratteristiche che il sistema deve avere.
Per cartongessisti e imprese, il risultato dipende dalla compatibilità tra i componenti del sistema: profili, isolante, lastre, membrane, nastri, stucchi e fissaggi vanno scelti insieme, seguendo le indicazioni tecniche dei produttori. In posa contano la continuità dell’isolante ai raccordi con solai e serramenti e la sigillatura di giunti e passaggi degli impianti.
Nelle filiali SILLA puoi confrontarti sui materiali necessari e organizzare la fornitura per il cantiere, in base al lavoro e alla disponibilità dei prodotti. VISITA LA SEZIONE DEDICATA AGLI ISOLANTI
Sì, con una controparete in cartongesso o con pannelli isolanti. La soluzione va scelta in base alla muratura, allo spazio disponibile e al rischio di condensa tra gli strati.
Nelle contropareti su struttura la scelta più comune è la lana minerale. Pannelli rigidi e lastre accoppiate si usano in altri sistemi. Dipende dalla parete e dalle prestazioni richieste, comprese quelle sull’umidità e sull’isolamento acustico.
Il cartongesso fa da rivestimento: il miglioramento termico viene dall’isolante abbinato alle lastre, collocato nell’intercapedine o già accoppiato al cartongesso.
Indicativamente 6-13 cm per una controparete su struttura e 3-8 cm per le soluzioni applicate direttamente alla muratura. Le misure cambiano con la stratigrafia e vanno confermate sui prodotti scelti.
Solo quando la muffa è dovuta a condensa su superfici fredde. Se nasce da infiltrazioni, umidità di risalita o altre cause, bisogna intervenire prima sull’origine dell’umidità.
Con una controparete in lana minerale su struttura, in molti sistemi sì: si prevede una barriera o un freno al vapore sul lato caldo, cioè verso l’ambiente interno. Con alcuni isolanti rigidi o sistemi specifici può non servire una membrana separata, perché il comportamento al vapore è già compreso nel sistema.
La necessità e il tipo di membrana dipendono dalla parete esistente e dagli strati previsti. Giunzioni non sigillate o interruzioni nei raccordi favoriscono la condensa. Nel dubbio, fai verificare la stratigrafia da un tecnico.
Nelle filiali SILLA trovi materiali per l’isolamento termico e sistemi a secco. Rivolgiti alla filiale SILLA più vicina e descrivi il tipo di parete e il lavoro da fare: ti aiutiamo a individuare i prodotti adatti.
S.I.L.L.A. S.R.L.
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